IMPIANTO ELETTRICO: normative e detrazioni 2020

A seguito di un progetto di ristrutturazione o di acquisto casa, il rifacimento del tuo impianto elettrico è prioritario. Per garantire sicurezza in casa è necessario un impianto elettrico a norma, in moda da scongiurare il rischio di corto circuiti e scosse tanto tenuti. Diventa quindi fondamentale avere nozioni a riguardo: ci viene spesso domandato

 “Qual’è il costo di una ristrutturazione di impianto elettrico? Quali sono le detrazioni fiscali? E quando è obbligatorio avere la certificazione di impianto?”

Vediamo quindi di rispondere a queste domande.

 Tipologie e caratteristiche

Iniziamo col suddividere gli impianti elettrici secondo normativa vigente: ogni gruppo definisce dotazioni impiantistiche che determinano il livello di funzionalità.

. Livello Base: livello minimo previsto; l’impianto elettrico è essenziale, ma non deve mancare sicurezza ed efficienza.

. Livello Standard: utile per immobili con usabilità degli impianti più sostenuta, con l’aggiunta di alcuni servizi ausiliari come videocitofono e/o dispositivi anti-intrusione.

. Livello Domotico: tipico di unità immobiliari con dotazioni impiantistiche autonome. Sono qui previste più dispositivi rispetto al livello standard, ma deve anche poter gestire almeno 4 funzioni domotiche, ad esempio l’anti-intrusione, la riduzione dei consumi energetici, la gestione delle luci e della temperatura anche attraverso  scenari di uso, la diffusione sonora, il sistema anti-allagamento e di rilevazione del gas e, ovviamente, il controllo da remoto.

 Detrazioni fiscali per ristrutturare

La ristrutturazione dell’impianto elettrico rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria (come previsto dall’art. 6 del Testo Unico sull’Edilizia). Questo tipo di interventi sono eseguiti con pratica edilizia CILA.

 Nel dettaglio: come presentare la CILA
L’interessato comunica all’amministrazione comunale il progetto e l’inizio dei lavori asseverato da un tecnico abilitato, il quale attesta, sotto propria responsabilità, che i lavori sono conformi ai regolamenti edilizi vigenti e che sono compatibili con la normativa in materia sismica e di rendimento energetico nell’edilizia. Deve essere inoltre confermato che le parti strutturali dell’edificio non sono interessate dalla ristrutturazione. Infine, la comunicazione contiene i dati identificativi dell’impresa a cui si affida la realizzazione dei lavori.

È importante sottolineare che l’installazione dell’impianto elettrico rientra tra le opere soggette a detrazione fiscale per le ristrutturazioni al 50 %.

L’importo massimo di spesa ammessa al beneficio delle detrazioni per ristrutturazione è di 96.000,00 €, con un  ammontare massimo della detrazione è di 48.000 € in 10 rate annuali. Inoltre, è necessario specificare che se l’impianto viene acquistato dalla ditta installatrice, avrai diritto ad un’iva al 10% anziché al 22%. L’impresa, in questo caso, userà la formula del “credito d’IVA” nei confronti dello Stato: acquisterà quindi i prodotti dal fornitore con l’IVA al 22% e poi applicherà al committente l’IVA al 10%.

Per quanto riguarda il metodo di pagamento, questo dovrà necessariamente essere il Bonifico parlante.

 NB: le corrette diciture delle causali sono:
Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986 – Pagamento fattura n. ___ del___ a favore di ___ partita Iva ___”.

 Certificazione per un impianto a norma

La norma di riferimento per gli impianti elettrici è la CEI 64-8, (titolo “Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua”) e contiene i le regolamentazioni riguardanti il progetto, la messa in opera e la verifica degli impianti elettrici.

Capire se il proprio impianto è a norma non è semplice, per questo spetta al professionista garantire in tal senso. Chiariamo alcune caratteristiche fondamentali per un impianto a norma:

. Negli impianti civili devono essere installati gli interruttori differenziali, per far fronte a rischi di folgorazione.

. Le norme CEI 64-08 rendono obbligatoria lo scollegamento fra gli interruttori differenziali. Questo significa che il circuito non sarà unico, ma suddiviso in più parti (Illuminazione di base da 10A; Presa a spina da 10 A; Prese a spina da 16 A).

. La messa a terra rimane sempre obbligatoria.

Il modo migliore per assicurare la qualità del tuo impianto, è quello di avere il Certificato di conformità o la Dichiarazione di rispondenza dell’impianto alle normative.

. La Dichiarazione di conformità (DiCo) è un documento obbligatorio nel momento in cui si installa un nuovo impianto di tipo elettrico, idraulico, riscaldamento, cottura o evacuazione fumi.

. La Dichiarazione di rispondenza (DiRi) è invece un documento sostitutivo del Certificato di conformità, nel caso quest’ultimo fosse inesistente o irreperibile.

La Dichiarazione di conformità può essere firmata solamente da un tecnico abilitato.

 ATTENZIONE: La Dichiarazione di conformità deve essere corredata dal progetto dell’impianto elettrico da parte di un ingegnere iscritto agli albi professionali nel caso di immobili residenziali superiori ai 400 mq, immobili commerciali superiori ai 200 mq, oppure se la potenza del contatore supera i 6 kw. È invece sempre obbligatorio per piscine, locali ad uso medico e centri benessere.

 Costi di ristrutturazione

Le variabili per la definizione di un preventivo di ristrutturazione dell’impianto elettrico sono diverse, vediamole insieme:

. La metratura dell’immobile è sicuramente il primo criterio di determinazione del prezzo;

. Bisogna però anche considerare la presenza di rete telefonica, televisiva e citofonica;

. Infine può incidere sul costo finale la scelta di realizzare sottotraccia o canalette esterne.

A titolo esemplificativo, considerando la presenza di certificato di conformità, termostato ambientale, antenna, telefono e materiali occorrenti con necessaria manodopera, per un impianto li livello base si può considerare un costo Iva esclusa così declinato in base alla metratura:

40-60 mq: 2 700 €
60-70 mq: 3 300 €
80-90 mq: 4 500 €
90-100 mq: 5 000 €
100-120 mq: 6 000 €
120-140 mq: 7 000 €
140-160 mq: 8 000 €

In definitiva un impianto elettrico deve garantire sicurezza e funzionalità all’abitazione; per questo diventa necessario pensare ad una ristrutturazione del proprio impianto che rispetti e tue esigenze.

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